lunedì 27 dicembre 2010

senza nome

Saltando in questo abisso
ho trovato il mio equilibrio.

04:05

c'è chi gioca allo scambio delle coppie, chi gioca d'azzardo, chi gioca a fare il duro, chi gioca a golf;, c'è chi gioca con i sentimenti, chi senza. c'è chi gioca a fare il dongiovanni, chi gioca a non giocare nemmeno per scherzo, ma in ogni caso tutti giochiamo con la vita, nè più nè meno di quel mio amico che è morto facendo finta di essere cieco.

dormiveglia

la luna è l'oracolo e parla francese, nei miei sogni l'ho incontrata. non svelerò mai i segreti della luna. la luna è una donna: è indiana, ha gli zigomi alti e gli occhi neri. Ha gli occhi neri ma non ne sono poi tanto sicuro. La luna forse non parla. La luna mi ha detto che scrivere è dipingere e parlare è mentire. la luna dipinge nella mia anima. La luna. la luna non si chiede il senso, la luna non chiede. la luna ti bacia la fronte se la guardi con ammirazione. con la luna delirio e realtà si intrecciano, come i suoi capelli. la luna sono sei lettere con un senso. con un senso sono dieci lettere con un senso. ci siamo capiti. l'iconoclastia ha portato ad amari scontri. non versiamo altro sangue. Voglio dare un nome alle cose e alle sensazioni. i dettagli non sono fatti per te.mettiamo in ordine i pensieri. picasso aveva ragione. come mirò. scappiamo da qui, ora. scappa da lì. non mi sveglierei mai. troppi nomi che finiscono in ismo. troppo pochi riferimenti all anima.

domenica 23 agosto 2009

Il suicida

Nel suo vestito a fiori è innamorata di lui, della poesia e del cielo, che grigio entra nei tombini di una città che fa paura. Lui era forse innamorato di lei, ma non più della poesia e nemmeno del cielo: troppo vasto e pieno di sogni irraggiungibili, di malinconia e di stelle ancora più in là.
Lo aveva fatto nella sua camera da letto, tra le quattro mura sporche di impronte straziate di inchiostro nero. Lo aveva fatto nella sua carcere privata per la sua insaziabile curiosità, perché non voleva restare indietro. Immaginare non gli bastava, non gli serviva. Lo aveva fatto con la collana di perle di lei, rinforzata col fil di ferro, perché era troppo corta, perché era troppo fragile.

martedì 30 giugno 2009

justtwowords: San Francisco 3




DIARIO DI VIAGGIO


San Francisco
21 Giugno, 08:30 PM ora locale

Sveglia alle 10:00 con dormita meritata post-viaggio e si inzia! Giù per Duncan Street, a destra in Valencia e alla fermata in Mission. Entro nel bus n°14 diretto da qualche parte e mi rendo conto di aver dimenticato la mappa sopra il tavolo. Damn. Butto le due monete da un quarto e l’autista mi dà il biglietto; mi siedo su uno dei tre posti liberi in fila… cattiva scelta perché il primo pazzo (di una lunga serie) si siede vicino a me: è un uomo di colore con occhiali neri e barba bianca che canta a squarcia gola e chiede all’autista di portarlo al parco. Passo una trentina di laterali e decido che è il momento di scendere. Sono nel bel mezzo di Downtown, in mezzo ai grattacieli, proprio di fronte al “drive-in”. Proseguo tutta Mission Street a piedi e finalmente riesco ad arrivare all’Embarcadero, vedo il Bay Bridge e il Porto di San Francisco.



justtwowords: San Francisco 2



DIARIO DI VIAGGIO


San Francisco
20 Giugno, 06:48 PM ora locale

Odissea. Madredediòs.
Son passato per Francoforte, ho fatto undici ore di volo, ne ho aspettate altre cinque a Portland ma
finalmente sono arrivato a destinazione. 124 Duncan Street. Il taxista mi ha detto di non preoccuparmi, che la zona è ok,”Non andare a Downtown di notte!”. L’aria è fredda di sera a San Francisco ma non ci faccio troppo caso. La mia nuova casa è celeste e penso che se non ci fossero le nuvole neanche si vedrebbe; ad accogliermi Nathalie, la mia fake filippina diabetica good mum, e Bet, sua sorella ex-epilettica. La casa è grande e se non ci venissero gli studenti le due piccole donne neanche userebbero il piano di sopra. Dappertutto santini, Gesù Cristo di legno e soprammobili pacchiani. La cena è pronta sul tavolo in soggiorno, giusto il tempo di mettere la valigia dentro la mia stanza: quattro muri, un letto, un armadio e un tavolino. Si mangia cinese, cinese cattivo però. Dopo cena andiamo fuori tutti e tre perché devo comprare un asciugamano; il supermarket “Wallgreens” è fottutamente alto e, mentre vado a prendere ciò che mi serve, loro due corrono al reparto dolciumi a comprare tutta la merda americana. Tornati a casa mangiamo gelato al caramello, anche la diabetica..si.

giovedì 25 giugno 2009

justtwowords: San Francisco

DIARIO DI VIAGGIO.

Venezia
20 Giugno, 06:11 AM

Ieri sera sono tornato a casa a mezzanotte dopo una giornata memorabile, piena di emozioni. Pioveva. Ho passato la musica nel mio laptop e sono riuscito a dormire per tutte le tre ore che mi restavano, nonostante il temporale.
In aeroporto è venuta anche mia mamma e devo dire che è stata brava visto che non ha pianto quando l’ho salutata!
Check-in veloce, passaggio ai raggi x e due ore vuote fino alla partenza… accendo l’iPod e la prima canzone che compare con la riproduzione casuale è… “Invito al viaggio”; ottimo presagio, penso..

martedì 31 marzo 2009

Vincent Clement

Una giacca di seta comprata al mercato e un pezzo da dieci in tasca che mi dura una settimana. Due pasti caldi al giorno cucinati con amore da Susan e tanti film americani.
A Susan affido gran parte della pensione perchè si occupi del cibo e finora non ho mai fatto la fame. Perciò mi fido. Bè non che a me i soldi servano a molto; un pacchetto di Marlboro da venti ogni cinque giorni è il limite massimo che il dottor Le Braen ha concesso ai miei polmoni (quattro sigarette al giorno sono un successo). Il resto dei soldi me li faccio cambiare in pezzi da cinque da lady Mergues, la commessa del supermarket, e cerco di non spendere più di una banconota in due giornate, tra bicchieri di vino rosso e caffè...

martedì 24 febbraio 2009

Perù






poche immagini per il viaggio più bello





giovedì 19 febbraio 2009

Mesdames sans âme


Mesdames sans âme

bozza a penna