martedì 27 gennaio 2009

Nero avorio

Avevo un pò di colori sopra il tavolo



martedì 20 gennaio 2009

Lenzuola blu

Vi racconto di una crisi esistenziale e di quella volta che siamo andati in ospedale.

Barattoli di vernice da svuotare su abiti e pareti. Essere sè stessi non è mai stato cosi difficile. E quindi non ci giudico.
Mi ricordo le lenzuola blu dell'ospedale che avvolgevano corpi e sudore, e ferite. E poi il primo sole e le risa. Che è tutto passato.
Gli occhi si chiudevano da soli e c'erano dei fottutissimi chilometri fino alla branda.
Poi a sognare fino alle tre e venti, un tuffo in piscina e un errore che non scordo.





venerdì 16 gennaio 2009

Antenne paraboliche

Sulle nostre teste antenne paraboliche e capelli bagnati da piogge acide.
Mia nonna non vuole andare a finire nel carcere d'oro.
Periferia ti porto nell'anima ma un giorno dovrò andare via. Spero prima che questi campi tenuti a maggese diventino una ramificazione della tangenziale. E prima che anche tutto il resto vada a male.
Sono felice che qui non siano arrivate le luci al neon, ma, nonostante tutto, sono una vittima del mito americano. Perchè da grande vorrei vivere in un loft underground su Central Park e non su un casale che dà sui fossi dei girini.
Mi ricorderò sempre che mia nonna non vuole andare a finire nel carcere d'oro.

giovedì 15 gennaio 2009

Delirio

Nascondevi segreti nella cassa di risonanza della chitarra acustica. Che mi hai sempre dovuto insegnare a suonarla e sono rimasto fermo al mi minore. Avrei potuto scrivere canzoni, mi dicevi.

Oggi febbre. Una cosa che mi piace della febbre è che il delirio è giustificato.
Perciò formulo ipotesi sul modo più veloce per slegare i nodi dei cavi delle cuffiette o slegare queste manette. E penso che le rime mi fornirebbero un limite accettabile e una disciplina.
'Chi ha il detonatore ha il potere', dicevi. Una cazzo di verità.

E se sapessi suonare la chitarra come te, se sapessi rispettare una disciplina scriverei centinaia di canzoni. E le canterei sempre.

martedì 13 gennaio 2009

La camicia di forza

Domani mattina skinny jeans e camicia di forza.
A far crollare castelli di carte con la dinamite ed evidenziare le cazzate di giallo fluo.

ahah e se volete imbavagliatevi perchè dovrete inghiottirne di parole, per dovuto rispetto e per fare un pò i paraculo.
Si va a scuola.

lunedì 12 gennaio 2009

1.0

Come quando siamo andati a cercare la storia, i miti, le acque termali
e abbiamo trovato una madre troppo giovane e un paese troppo triste.
E abbiamo trovato i cartelli stradali.

venerdì 9 gennaio 2009

Musiche di un violino stonato

Come le musiche di un violino stonato hai oltrepassato i miei muri di polistirolo. Dalla tazza escono i fumi del tè bollente. Dalla bocca escono le parole di un animo ancora più caldo. Escono le parole sbagliate. I fiori sono stati i primi a dissolversi nella brina. E in questo inverno l'unico rifugio sono i tuoi occhi. Le tue pupille che si agitano come acque scure. Attacco le idee nella mente con la colla stick, le pianto bene coi chiodi sulle pareti. Che non se ne vadano.
Come i fiori...

E come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno, come le rose

martedì 6 gennaio 2009

Se scoppiassero bombe

Le nostre ombre si sono già baciate sul cemento, prima di noi. E i batuffoli di polline vengono a cercarci. Quella sensazione di felicità mi riempie l'anima. Come quando correvo sul marciapiede senza toccare i bordi delle mattonelle e riuscivo a finire il viale. Che se scoppiassero bombe non ce ne accorgeremmo. Come non se ne accorge nessuno.
Basta stare al fresco, entriamo nel supermercato. Baciarti davanti al reparto surgelati o agli yogurt alla frutta. E ridere perchè hai visto i dolci e ti è venuta fame.

La città dei taxi

La teoria del rimbalzo elastico non spiega adeguatamente tutti i fenomeni sismici. Ho la gola secca e mi secca alzarmi e andare a prendere l'acqua perchè sono stanco e sto guardando il giardino. E penso che Venezia è bianca anche se non nevica perche ci cagano sopra i piccioni. Che se fossero viaggiatori almeno fornirebbero un servizio e magari, andrebbero anche a farsi un giro.
Vorrei temperare una matita intera senza rompere la spirale di segatura e vorrei saper interpretare i sogni. E mi ustiono le mani sul termosifone.
Arequipa mi è restata in mente come la città dei taxi(oltre che del vulcano e della terra cotta). Collane di scatolette gialle distese sull'asfalto. Il rumore dei claxon ci assordava insieme al coro degli ex-lavoratori 'el pueblo unido jamàs serà vencido'. Il Perù mi ha lasciato molto. Io al Perù ho lasciato una cagata in mezzo al deserto. Vicino al pascolo degli alpaca.

'cazzo buono il frutto del cactus, aspro..'



lunedì 5 gennaio 2009

Mi manca il cash

Prendere l'indispensabile e mandare tutto a fanculo. Ciao calcio, ciao stanza di merda, ciao scuola italiana, ciao amici, ciao conoscenti e andare. Lo scopo è quello ANDARE, poi alla fine da qualche parte arrivi, c'è un fine per forza. Prendi e vai. Tipo una pedina del gioco dell'oca. E il percorso è uguale, a volte torni indietro a volte ti senti perso e altre fai passi da gigante. Ma cos'è sennò la vita?
Non ci sto a far la stessa vita di tutti. Non dico che ognuno debba pensarla così ma io lo avverto dentro di me. E' come quando senti che hai fame o che hai sente o che ti scappa da cagare. Io sento che dovrei dare una svolta, è un bisogno fisiologico.
Queste sono solo parole e restano solo parole. Perchè non ho il cash e perchè non ho il coraggio...

Cioè cazzo

Oggi, in corriera, la vecchia seduta di fronte a me ha scartato una caramella e ha buttato l'involucro sotto la sedia con aria indifferente. Appena l'ha fatto l'ho guardata negli occhi sorridendo. Il fatto che ho avuto il potere di rimproverare una vecchia stronza e seria mi ha riempito di soddisfazione e il resto della mia giornata è stato felice.


Ho spento la tivù e ho aperto un libro perchè preferisco romanzi dichiarati a romanzi scritti male mascherati da realtà. Ho spento la tivù perchè sono stanco delle flebo di menzogne.
Più che altro, ho spento la tivù perchè il mio tempo voglio usarlo meglio. Voglio vivere ogni momento e vedere altre vecchie stronze che nascondono le cartine sotto i sedili.