Nel suo vestito a fiori è innamorata di lui, della poesia e del cielo, che grigio entra nei tombini di una città che fa paura. Lui era forse innamorato di lei, ma non più della poesia e nemmeno del cielo: troppo vasto e pieno di sogni irraggiungibili, di malinconia e di stelle ancora più in là.
Lo aveva fatto nella sua camera da letto, tra le quattro mura sporche di impronte straziate di inchiostro nero. Lo aveva fatto nella sua carcere privata per la sua insaziabile curiosità, perché non voleva restare indietro. Immaginare non gli bastava, non gli serviva. Lo aveva fatto con la collana di perle di lei, rinforzata col fil di ferro, perché era troppo corta, perché era troppo fragile.
domenica 23 agosto 2009
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