Come le musiche di un violino stonato hai oltrepassato i miei muri di polistirolo. Dalla tazza escono i fumi del tè bollente. Dalla bocca escono le parole di un animo ancora più caldo. Escono le parole sbagliate. I fiori sono stati i primi a dissolversi nella brina. E in questo inverno l'unico rifugio sono i tuoi occhi. Le tue pupille che si agitano come acque scure. Attacco le idee nella mente con la colla stick, le pianto bene coi chiodi sulle pareti. Che non se ne vadano.
Come i fiori...
E come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno, come le rose
venerdì 9 gennaio 2009
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scrivi benissimo..
RispondiEliminaparole stupende e vere..
sensazioni che pochi riuscirebbero a mettere per iscritto!..
complimenti..
Gio.
nico..se quello ke scrivi lo scrivi tu..
RispondiEliminaè davvero fabtastico..e non avrei mai immaginato ke potessi scriverecosì..mi hai sorpreso....se molo meno coglione di quello ke sembri:) skerzo
un bacione